mercoledì 12 luglio 2017



Le ruote i raggi le nostre vele

Che rullano e fischiano al vento

Che gonfia di vane sequele

Le nostre vele!

Macché, macché: lamento

Volubil che l’erta che ammorza

Ne l’erta volubile smorza…

Ne l’ultima salita crudele…

Le ruote i raggi le vele


Auguri Sergio!






giovedì 1 gennaio 2015

Petit Noel 2014

C'è il Ragazzo Ciulli, c'è ir Bimbo Albi, i due Conati, c'è Beppe il Ferroviere.




E c'è anche la volontà di non crescere.   Mai.
Buon Natale. 
Qui trovate tutte le foto: Petit Noel 2014
E qui sotto trovate gli scemi e i + scemi.

 Franco & Sergio




Arrivederci all'anno prossimo!!!



sabato 6 settembre 2014

Gran Sasso d'Italia - Impresa di fine agosto 2014.

Finalmente l'impresa!   Dopo un periodo di torpore e di ripiegamento i Cicloamorosi sono riusciti a progettare (facile) mettere in calendario (meno facile: lavoro, famiglie, figlioli...) e portare a compimento (difficilissimo) un'impresa coi fiocchi, come non se ne vedevano dai tempi delle Dolomiti.
In vista dell'impresa, come sempre prima di partire, c'è stato il solito proliferare di dubbi: nella settimana precedente la partenza sono venute fuori le più fantasiose varianti sulla durata, sul modo di arrivare in loco, sul percorso e... sul perché non fare qualcosa d'altro.   Ma lo Zoccolo Duro dei Cicloamorosi ha tenuto a bada queste ubbìe ed è riuscito a portare 5 poderosi atleti a Campo Imperatore.
A sbaragliare il campo dai dubbi su COSA e COME fare ci ha pensato il Moro con questa poesia dirimente:

La Maremma non mi va
Sull’Amiata caldo fa
Pistoiese fa caà
Appennino? ‘Un ci si va
Il Gran Sesso voglio fà!
O che sono poetà?
E la verga in cul ti va


E quindi partiamo.   E siamo pure in cinque.   Moro, i due Lei, Rampicone ed il bimbo Albi.

In treno fino a Terni, iniziamo a pedalare e scavalchiamo due colli: il primo - anonimo - di 500 metri dietro la Cascata delle Marmore ed il secondo - sostanzioso - dopo Antrodoco, di 1000 metri.
Abbiamo iniziato tardi a pedalare ed i dubbi, le ubbìe, i pensieri (ma anche le borse delle bici) ci sfiancano ed arriviamo in vetta stremati.   Per fortuna c'è sempre un bar in cima alle salite, ed in questo c'è pure una barista tettona meravigliosa che ci rimette al mondo al solo guardarla.   Ci scordiamo della fatica e diluviamo beati due bicchieri di vino bianco.   E' quasi buio, dobbiamo cercare un posto per dormire: ci buttiamo in discesa e a Scoppito (a 10 chilometri dall'Aquila) troviamo una locanda amica.   Gli ultimi chilometri li abbiamo percorsi nell'oscurità totale.   Siamo a 100 chilometri fatti.

Il mattino dopo non ci sono più scuse: ci tocca!   Attraversiamo un'Aquila semi deserta, fra tubature di sostegno, cantieri e tante gru ritte contro il cielo.   Il caffè al torrone del Bar dei Fratelli Nurzia in piazza Duomo ci rimette al mondo.   Via verso Assergi e poi... vedremo.

Già arrivare al piazzale della funivia è un'impresa.   Siamo A Fonte Cerreto a 1130 metri, dobbiamo arrivare a Campo Imperatore  a quota 2130.
I due Lei decidono saggiamente di non strafare: saliranno in funivia.
Rimaniamo "on the road" in tre: gli Zoccoloni Moro e Rampicone e lo Zoccolino Albi.
Il paesaggio è lunare.   E' veramente il Piccolo Tibet.   E' una meraviglia salire in solitudine, con poche macchine a romperti i coglioni, ed ogni tanto pecore e mucche (e cani feroci) che ti guardano scettiche.

Sulla rampa finale lo Zoccolino s'invola.   E' sua la prima piazza a Campo Imperatore.   A pochi metri, gli Zoccoloni arrivano tenendosi per mano.   I due Lei ci aspettano all'albergo.   Comincia a piovere.   Forte.   Ci rifocilliamo e aspettiamo.

Passata è la tempesta e noi Cicloamorosi, tornati in su la via, ci buttiamo in discesa verso Castel del Monte; ci fermiamo e troviamo da dormire.   Abbiamo fatto altri 100 chilometri.

Terzo giorno d'Impresa: dobbiamo arrivare a Pescara.   70 chilometri quasi tutti in discesa resi più vivaci dalle due forature di Leo II.   Ci mettiamo una toppa (sic) e arriviamo in città.   Dopo tre giorni di bici, pastorizia e pedivella, l'impatto con la Normalità del mare e degli ombrelloni e dei villeggianti è devastante.
Turbati, rifuggiamo dai ristoranti vista mare frittura impepata brodetto famiglie crema solare pareo tatuaggio sapore di sale e ci rifugiamo in un fast food indiano, lontani dal mare,   Il proprietario ci ricopre di attenzioni, di vino bianco e di cibo.   Prendiamo il treno felici.

A sera, a casa, in posta elettronica troviamo questa poesia del Presidente, che è rimasto in contatto con noi durante tutta l'impresa, telepaticamente e telefonicamente:

Oggi, a Campo Imperatore,
si festeggia ben di core
il manipolo di audaci
detti anche i ciclaetaci
arrivati in su la vetta
pedalando in bicicletta.
Noi che siam rimasti a valle
grattugiandoci le palle
dai precordi alziamo un coro:
sempre evviva, evviva loro !

Alla prossima!

Il Moro di Signa

Le Foto: Tutte le foto del Gran Sasso









venerdì 4 luglio 2014

Il Presidente Cicloamoroso
     in un ritratto d'epoca

venerdì 27 giugno 2014

Cartolina:
Era bello quando si ziieggiava tutti insieme come ancheggianti peripatetiche!
In tempi di diaspora cicloamorasa ci consolano distintivi e patacche che un dì avemmo stampate di terga e di fronte.
Ci bastava un gesto per individuar la di noi efferatezza, e che compiacimento se ne traeva!
E comunque ciò che era sorride ancora,
nel ricordo un saluto estivo.

Leonardo

domenica 7 aprile 2013

Uscite fatte in casa

Diletti pedalanti vi saluto. Sergio

mercoledì 6 marzo 2013

Firenze - Livorno: Verrà il Cacciucco e avrà i tuoi rutti.


Sabato 02-03-2013 mattina.   Finalmente c'è il sole.   Arrivo insolitamente primo alle Cascine. 
A breve mi raggiungono il Rampicone ed i due Lei.   Intorno a noi sciamano, in gran spolvero e tirati a lucido, i ciclisti che parteciperanno alla Gran Fondo di Firenze.   Vedendoli, l'invidia ci rode non tanto per le bici spaziali e le tute lamé, ma per le compagne che sono al loro seguito e che che amorevolmente li assistono: fidanzate, mogli e amiche li accudiscono mentre si preparano alla gara.   Porgono indumenti e asciugamani, reggono la bicicletta mentre l'"omo" finisce di prepararsi, aggiustano cappelli e sciarpe e si dispongono ad aspettare i loro campioni per lunghe ore, fino a quando questi ultimi avranno finito di divertirsi.   Noi no, siamo soli al mondo e dovremo tornare in treno, anche se "qualche cicloamoroso" - in passato - si era offerto di garantire il servizio scopa con apposito furgone.
Il gruppetto di marziani più vicino a noi ha per sponsor tale "Oliviero Sport", e questa scritta ricorre su  diverse maglie.   Li guardiamo mentre oliano e si oliano, incantati.   Alla fine scatta il Genio Cicloamoroso.   Leo I urla: "OLIVIERO BUCO!!!" al loro indirizzo, e ce ne andiamo.
Un vento insolitamente a favore ci spinge verso Albi a Lastra a Signa e poi verso Empoli, Fucecchio e Cascina.   Il vento ci vuole bene anche sull'Arnaccio, e in un baleno siamo a Livorno.
Cerchiamo l'"Angelo d'Oro".   Ha cambiato gestione da poco, potrebbe rivelarsi una delusione.
Parcheggiate le bici, non ho il coraggio di entrare: il pericolo "trasformazione in ristorante à la page" è in agguato.   Mi decido e apro la porta.   Vedo a sinistra un pianoforte: AAAARGHHHH!   E' finita!
Per fortuna il proprietario parla livornese, ci sono le tovaglie a quadri e belle famiglie grezze livornesi che stanno mangiando... proviamo!
Arrivano cozze vòte, antipasti di figura e di poca sostanza e un cacciucco novelle cuisine.   Tutto questo mi procurerà fastidi addominale nei due giorni seguenti: insomma, non ci siamo.
Ma la permanenza al ristorante è stata comunque meravigliosa: il dibattito cicloamoroso, nonostante il cibo facesse caà, si è sviluppato lo stesso ed ha spaziato dalla politica (Grillo su tutti) alla società, dalla famiglia al lavoro, dalla salute (i primi malanni incombono) a "colei intorno alla quale gira la Terra".   Abbiamo volato tanto alto che una coppia seduta al tavolo accanto, andandosene, ci ha fatto i complimenti per la disamina - attenta e illuminante - da noi sviluppata intorno ai temi caldi del momento.
Sono seguiti la pennica d'ordinanza su una spiaggia bombardata, il ponce dar Civili ed il rientro lento in treno.

Una giornata spesa bene.

Il Moro di Signa.

martedì 1 gennaio 2013

Petit Noel 2012

Petit Noel 2012,
ovvero di come i Cicloamorosi abbian perso DUE RUOTE, di come Beppe ne abbia messe in campo QUATTRO e di come tutto questo sia AMORE!!!
Link per queste foto: Petit Noel 2012














venerdì 14 settembre 2012

Il Patrono dei Cicloamorosi


Oggi sono stato a Camaldoli e ho visitato l'Archicenobio.
Dalla penombra è emersa una rugosa tela raffigurante l'antica immagine del Santo Romualdo Abbate....
Sorpresa, Sorpresa !...
Una straordinaria rassomiglianza o un miracolo della fede ?!
Miracolo forse dovuto alla notte di penitenza che il nostro Leo Uno ha condotto a termine  resistendo in devota postura alle puzze di Alberto con il solo ausilio di una banana ( vedi particolare della buccia sulla testa ), lo quale frutto non si può con certezza  affermare  se sia stato consumato per bocca oppure per altre vie ? ! Chissà…
Dite la vostra, uomini di buona volontà.
Esprimetevi !

Il Presidente 

giovedì 6 settembre 2012

Terminillo, impresa di fine estate.

Venerdi 31 agosto: Orte - Pranzo al Dopolavoro FS - Zingara tiranculo - Terni - Rieti - km. 80
Sabato 1 settembre: Rieti - Terminillo - Rifugio Sebastiani con ricca mangiata - Leonessa - Cascia - km. 75
Domenica 2 settembre: Santa Rita - Visso - Colfiorito - Foligno - km. 90


Il viatico presidenziale ai prodi
 
Quando salgo il Terminillo
nella sella ci ho uno spillo...
M'alzo quindi sui pedali
per aver minori mali...
E così - ah li mortacci ! -
ci ho gli spilli nei polpacci...
La morale è presto detta:
per arrivare bene in vetta
poco t'alzi, molto meni,
usa il cambio e non i freni !
( Ciulli 1984 - Scalate d'antan )

Potete trovare l'album degli orrori qui:

Album Terminillo di fine estate

giovedì 26 luglio 2012

Impresa di inizio estate


Sabato 21 - Firenze - Londa - Croce ai Mòri - Stia - Camaldoli di 90 chilometri
Domenica 22 - Camaldoli - Poppi - Talla - quasi Pratomagno - Loro - Montemarciano - San Giovanni Valdarno di 70 chilometri.
Link alle foto dell'impresa: 
Foto Impresa Camaldoli + Ciulli fine luglio 2012

Mont Ventù, Mont Ventù,
chi s'arrampica lassù ?
S'ode un suono di tamburo ...
Forse, o voi zoccolo duro ?
Noi che andiam sempre più piano
vi guardiamo dal divano.
Ma comunque siamo pronti
ad andar su sette ponti.
Facciam pure una salita,
variegata ed ammansita
da rapporti convenienti
a color che non han denti..
Solitari e orbati tanto
da coloro che avemmo accanto
vi invitiamo, o valorosi
e primier cicloamorosi,
ad unirvi a noi ancora
per un buon sedici all'ora
Gruppo antico, sole a picco:
lieto in core mi ci ficco !
Per il dopo pedalata
poi ci aspetta una figata:
Ve lo dico sempre in rima:
cibo, chiacchiere e piscina !
The President


Sergio ci ha evocato e... eccoci qua.
Uno Zoccolo ancora... più molle del solito: sole tre uomini a zonzo, col solita ma sempre nuovo repertorio di scherzi, salite, sudore e vino, con arrivo in piscina da Luciana e Sergio, col Gran Finale della "Visione della Tappa conclusiva del Tour 2012" vissuta piacevolmente sul divano, in fondo al rettilineo.
Bello.
Il Moro di Signa

domenica 13 maggio 2012

Laureato anch'io!

Il nostro è un gruppo di ciclisti, podisti, navigatori, motociclisti e laureati.
C'è chi ne ha due, addirittura.
Da oggi anch'io ho la mia laurea.
Il Moro di Signa

martedì 1 maggio 2012

Odissea cicloamorosa.

Quella di Ulisse durò vent'anni, quella di Leopold Bloom una sola giornata (molto più tempo impiega il lettore a terminare l'Ulysses), quella dei Cicloamorosi durerà una settimana.
Da sabato scorso tre Cicloamorosi sono in viaggio, in bici.   Albi verso Trieste, Leo I e Simone in Albania.
Hanno iniziato i loro viaggi sabato scorso, Albi è partito da Campi Bisenzio verso Trieste col gruppo "Tandem di Pace" (sul sito potete trovare gli echi dell'impresa: http://www.tandemdipace.com/ ), Leo I e Simone sono in giro per l'Albania, da Durazzo a Igoumenitsa (o forse Patrasso), con l'idea di percorrere 500 chilometri circa.
Tutti e tre saranno di ritorno domenica sera.


Albi.
L'ho sentito oggi al telefono, stava per arrivare a Venezia.   Sta bene, mangia, pedala.   Sono in 9 a pedalare con un pullmino di assistenza.   Tappe ben disegnate e piacevoli, pranzi al sacco e cene allegre - anche se più contenute delle nostre - e lotta, fra i componenti il gruppo dei pedalatori, ad accaparrarsi Albi per la notte, tanto e tale è l'afflato che quel corpicino bistrattato sprigiona mentre dorme beato, dopo la fatica della giornata.


Leo I e Simone.
Io e Giovanni li abbiamo accompagnati sabato alla stazione, in partenza per Faenza e poi Ancona e poi traghetto per Durazzo, e poi l'Ignoto.
L'idea è quella di andare verso sud fra costa ed interno, per arrivare in Grecia sabato prossimo e quindi tornare col traghetto ad Ancona.
Dall'Albania mi arrivano frammenti di SMS che narrano sì delle difficoltà ma soprattutto delle gioie che i nostri eroi stanno vivendo in quel Paese sconosciuto.
Proprio a questi frammenti di conversazione vorrei lasciare la parola sintetizzando (in versi) i messaggi dei nostri:


Rapaci cani ringhiosi
Montagne infinite
Femmine meravigliose
E un solleone.


E io?   Io son qui che aspetto la prossima impresa.
Per vedere le foto della partenza da Firenze di Leo I e Simone:
Partenza in treno da Firenze



Il vostro Moro di Signa.




giovedì 26 aprile 2012

Compleanni Cicloamorosi.

Il giorno 19 aprile, data scelta quale onorevole compromesso fra tutti i compleanni dei festeggiati (di modo che alla fine si è beccato l'unico giorno in cui NESSUNO compiva gli anni), il giorno 19 aprile - dicevo - i Soliti Quattro Gatti + Beppe + Giovanni (né Ciclo né Poeta, per ora) si sono dati convegno presso il Ristorante "+45" (nomen omen) di Oste di Monteurlo per gozzovigliare.   Il ristorante, gestito dall'Oste della Malora, è famoso per le carni esotiche che offre nel menu: si va dal cinghiale al cervo al canguro ma, nonostante i nomi siano diversi, il palato fatica a cogliere le differenze fra i tagli dei vari animali proposti, ed in egual misura a malapena distingue i differenti sapori e retrogusti dei vari vini di cantina serviti nel corso delle libagioni.
Qui, a seguire, vi offriamo il link per visionare le foto della serata, iniziata con una sorta di caccia al tesoro alla ricerca del ristorante, perfettamente nascosto e mimetizzato nella banlieue monteurlina, e terminata col più classico dei "Puttan Tours" a Novoli che Beppe, al ritorno, ha insistito per effettuare nonostante fossero le 2 di notte, incurante del fatto che sua figlia Sabrina lo aspettasse alzata, insonne e trepida, presso la comune dimora.
Quanto alle foto, il Genio Multimediale che le ha scattate, Ser Albi da Signa, ha pensato bene di "seppiarle"; non so se in onore all'età non più tanto verde dei festeggiati oppure come.... e qui mi strofino scaramanticamente i gioielli di famiglia, come book fotografico già pronto per la "lapida" (come romanticamente la chiamano ad Arezzo) del Gruppo dei Cicloamorosi, evidentemente destinato, nelle sue personali elucubrazioni, a durare ancora per poco.
Ecco il link:
Foto dei Compleanni Cicloamorosi
Il vostro Moro di Signa

domenica 25 dicembre 2011

LA LEGGENDA DELLA TESTA DEL TORO


Sulla fiancata sinistra di Santa Maria del Fiore, su una colonna portante, si può scorgere la testa di un toro che sporge dal cornicione. Circolano due versioni sul perché di quella collocazione.
Secondo alcuni fu posta da uno dei “mastri muratori” per onorare tutti gli animali che contribuirono alla costruzione del Duomo. Infatti,  la testa non è quella di un toro ma di una vacca.
Un'altra versione, invece, dice che la testa è quella di un toro e che fu  posta in quel preciso punto per sbeffeggiare un fornaio che abitava proprio di fronte alla Cattedrale.   Si diceva che la moglie di questo fornaio fosse stata l'amante del mastro carpentiere che lavorava all'opera del Duomo.
La tresca fu scoperta e i due amanti vennero denunciati e condannati. Il mastro carpentiere volle allora vendicarsi collocando la testa del toro “cornuto” in quel preciso punto.   In tal modo il fornaio, ogni volta che  si affacciava alla finestra, si trovava di fronte la raffigurazione allegorica del torto subito.


Beppe.